DOMENICO DELL'OSSO, Torno subito 2009, acrilico su tela, 80x100-2.jpg
SELECTION 2012
29 Settembre 2011 (Tutto il giorno)
"Selection, la felicità del vivere in 11 artisti" - Scarica il Catalogo

 

MOSTRA: SELECTION 2012

A CURA DI: Maria Yvonne Pugliese
ARTISTI INVITATI: Alessendro Cannistrà, Walter Davanzo, Domenico dell'Osso,
Dubravka Lošić, Riccardo Negri, Veronica Organo, Hannu Palosuo,
Arianna Piazza, Mario Sughi, Cristina Treppo, Dania Zanotto

INAUGURAZIONE: giovedì 29 settembre 2011 ore 20.30
PERIODO: 29 settembre/12 novembre 2011
SEDE:  yvonneartecontemporanea - Contrà Porti, 21 - 36100 Vicenza                     
Tel. 393 9060790 - email: info@yvonneartecontemporanea.com - www.yvonneartecontemporanea.com

ORARI GALLERIA:    dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 (o su appuntamento )

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L’artista, si sa, adora il pensiero magico.
Che ricchezza!
Che fortuna sapere dove trovarlo! Il pensiero magico.

Sì perché la vita è fatta anche di pensieri, idee, riflessioni, memoria, immaginazione, conoscenze che non si applicano e non servono a risolvere problemi. Il pensiero magico non serve, non è verificabile e non è misurabile. Ma esiste. Per fortuna. Perché esiste una “felicità mentale” solo nostra, dove si pensa all’ombra di un albero, si ascolta musica, si guarda un quadro.

Gli artisti di SELECTION 2012 riescono a trasmetterci questo pensiero magico. Principalmente per tre fattori: profondità di pensiero, abilità artistica, autentico desiderio di relazione. Il primo punto, la profondità di pensiero, è una costante sensibilità nel percepire la vita.  Ognuno degli 11 artisti coglie un aspetto diverso, ma tutti un elemento di felicità del vivere: nella memoria, nella spiritualità, nella leggerezza, nel gioco, nell’ironia e anche nella tragedia di eventi forti. Questo aspetto concettuale, legato alla maturità di pensiero (pur spaziando la collettiva tra artisti dai 25 ai 60 anni) è trasmesso e ci arriva intatto attraverso le opere d’arte, perché la preparazione artistica è di altissimo livello e tutti gli 11 artisti hanno trovato gli strumenti e i materiali giusti per esprimersi: pittura, collage, digitale, installazione. Undici talenti che hanno coltivato la loro tecnica in anni di studio e pratica senza accontentarsi mai, in una continua ricerca di miglioramento. Avere una cosa da dire è importante, ma saperla trasmettere è l’abilità dell’artista. Il vero artista poi è un generoso. Lavora necessariamente in solitudine perché l’arte parte da un isolamento che poi però approda agli altri. La voce degli artisti è la voce degli “isolati” per definizione: ma è la voce che poi rappresenta l’umanità intera.

Il progetto SELECTION, fin dalla nascita, si fonda anche su un rapporto di relazione e di continuità fra artisti e galleria. Un rapporto semplice e umano che ci permette di sentire l’autenticità di una scelta e capire quando siamo di fronte a chi ha una vera necessità di essere artista e non potrebbe essere altro.

Riccardo Negri è il più giovane, ma è nato con il pensiero magico e, come dice di lui Duccio Trombadori, lavora “per ottenere il più ambizioso dei risultati estetici: mediante il visibile, fare esperienza dell’invisibile. Tecnicamente impeccabile, Riccardo Negri “mette in rilievo le più maliziose possibilità espressive del disegno in bianco e nero. La sua prova grafica e la continua ricerca del lavoro fatto bene rivelano l’influenza degli antichi pittori.” L’opera presente nella collettiva costruisce uno spazio con il carboncino nero evidenziando una luce che sembra preesistente all’opera. Il suo pensiero magico è la spiritualità. Non distante da questa spiritualità, ma più legato allo stupore delle sensazioni che può darci la natura, è Alessandro Cannistrà. L’artista è attualmente presente alla Biennale di Venezia e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. I suoi paesaggi sospesi nebulosi, ci trasportano in boschi immaginari che invitano alla calma contemplazione. Cannistrà ci accompagna in un viaggio nell’invisibile attraverso l’attenta composizione delle sue tele. L’esecuzione, personalissima, è fatta di fumo su tela, fissata grazie ad un meticolosa ricerca. Il suo pensiero magico è l’armonia della natura. Hannu Palosuo registra al contrario una assenza della natura, una bellezza che c’era e oggi non si trova più. Le sue tele rappresentano una mancanza, ma il segno è pulito e rassicurante. Chiamato anche lui alla Biennale di Venezia 2011 era già presente alla Biennale di Venezia 2009. Le opere sono tutti olii su tela di iuta,  l’esecuzione attenta e l’armonia totale. Il suo pensiero magico è la nostalgia. Due  sono le installazioni presenti nella collettiva. Cristina Treppo, finalista al premio Pomodoro 2006, presenta due pezzi di sublime eleganza. Il suo lavoro consiste nell’accostamento di oggetti che non sono nati per stare insieme. La scelta e il modo in cui Cristina Treppo li fa vivere insieme, trasmette poesia, semplicità, quasi naturalezza. In più in ogni suo lavoro appaiono leggerezza e equilibrio. Ed è proprio l’equilibrio il suo pensiero magico, così difficile, minimo, eppure indispensabile. La seconda installazione è di Dania Zanotto, vincitrice del premio Arte Laguna 2008. Il suo lavoro, One way journey (Viaggio di sola andata), è composto da scatole in resina, abito trattato con colori e materie plastiche, foto, reti e fili. Materiali semplici con i quali riesce a rappresentare l’aspetto spirituale, impalpabile del viaggio. Dania Zanotto rappresenta tutto ciò di non materiale che ci portiamo appresso nel nostro viaggio di sola andata. Il suo pensiero magico è lo spirito delle cose. Walter Davanzo lavora sul ricordo, utilizza foto, spartiti del nonno musicista, vecchie carte geografiche. Le opere, anche di grandissime dimensioni, sono ricche, complesse e stratificate. La loro lettura comporta fasi successive, dall’impatto quasi teatrale iniziale alla lettura delle costanti scritte dell’autore, alla scoperta del lato ironico delle rappresentazioni. Molta la materia pittorica, raffinati i colori, forte il gesto pittorico. Il suo pensiero magico è la memoria, e anche un po’ l’ironia.  Proprio legati all’intelligente utilizzo dell’ironia sono i prossimi quattro artisti. Veronica Organo presenta le sue Divosaure. Un attento lavoro di ricostruzione delle dive di un tempo, con attenzione agli accessori. I dinosauri, come le Barbie, diventano oggetti da collezione VIP, racchiusi nelle loro teche rosa. Il suo pensiero magico è l’ironia della vita glamour! Sempre dinamiche e colorate le situazioni dei personaggi di Mario Sughi. I primi pezzi erano dipinti, oggi sono realizzati a computer con una magnifica tecnica pittorica e con estrema freschezza. Ogni quadro è un piccolo racconto di vita contemporanea e svela  la sua figura di cartoonist. Mario Sughi, italiano di nascita, vive a Dublino dove è presente nel padiglione delle Biennale di Venezia 2011. L’artista usa un nome d’arte, nerosunero, ispirato al titolo di una raccolta di scritti di Sciascia. Dice Sughi: “S’è sempre detto che Sciascia aveva questo talento per l’ironia e Nero su nero lo interpretava, come il nero dell’inchiostro sulla nera pagina della realtà. Vuol dire che tu scrivi, ma poi è difficile decifrare ciò che scrivi. Come del resto l’ironia, è difficile decifrarla”. Il suo pensiero magico è la storia di ognuno come le storie dei fumetti. A proposito di ironia sofisticata dobbiamo parlare di Domenico Dell’Osso. Pittore eccellente. Vincitore di numerosi premi: premio Arte Mondadori 2007, Premio Celeste 2008, premio speciale Arte laguna 2011. Il suo lavoro è passato da un primo periodo di analisi personale a una fase di introspettiva incentrata sul collettivo e l’attualità. Le atmosfere dei suoi quadri sono surreali, fumettistiche, piene di particolari ironici, a volte anche esilaranti. L’opera esposta in questa collettiva ha una composizione naturalistica quasi antica, la pennellata lenta e precisa dei maestri di una volta, ma un linguaggio assolutamente contemporaneo. Una immagine che crea stupore, curiosità e apre la mente verso nuovi ragionamenti sul mondo e il suo attuale sovvertimento. Il pensiero magico di Domenico Dell’Osso è la forza d’animo dell’uomo.
L’ironia al femminile la troviamo nelle opere di Arianna Piazza. Piccoli mondi fantastici di pittura su plexiglass. Sono opere gustose e divertenti che giocano con forme, colori e sfumature di organismi viventi che l’artista scopre al microscopio. Le forme galleggiano in una spazio bianco e costruiscono una fiaba fantastica. Infatti Arianna Piazza concepisce la pittura come una attività ludica in cui riattivare le energie immaginifiche e creare universi di pura evasione. Il suo pensiero magico è il gioco. Ultima artista di SELECTION 2012, non certo per importanza: Dubravka Lošić, artista di Dubrovnik (Croazia) che porta con sé tutta l’intensità, la complessità, la tragedia della storia del suo paese in particolare e del mondo in generale. Raffigura in grandi sculture-composizioni a muro, un burattino-corridore. I colori sono solo tre: bianco, rosso e nero, colori forti, netti, privi di sfumature. Il dramma si trasforma in energia, una forza inspiegabile che l’uomo possiede. Forza che era ben descritta negli eroi dell’antica Grecia a cui le figure chiaramente si rifanno. Si muovono in modo scomposto questi corridori, anche fuori dalla tela e la corsa si trasforma in panico, in danza dionisiaca. Follia contemporanea. Le altre opere esposte sono le rose. Scatole/cornici che contengono tessuti e fili manipolati dall’artista in svariate contorsioni con vuoti, pieni, pieghe, ombre. Ricoperte poi da resine e colore. La materia proviene dai ricordi dell’infanzia, il gesto pone domande e risposte, costrizione e liberazione. Questo potere magico e calmante della materia ci ricorda il lavoro di Joseph Beuys o, ancora più vicino, quello di Louise Bourgeois. Il suo pensiero magico è la passione e la compassione.

Nel 1952 Eugenio Montale interveniva in un convegno a Parigi sul tema La solitudine degli artisti: “…ma  ritengo che anche domani le voci più importanti saranno quelle degli artisti che faranno sentire, attraverso la loro  voce isolata, un’eco del fatale isolamento di ognuno di noi. In questo senso, solo gli isolati parlano, solo gli isolati comunicano; gli altri, gli uomini della comunicazione di massa, ripetono, fanno eco, volgarizzano le parole dei poeti, che oggi non sono parole di fede ma potranno forse tornare ad esserlo un giorno”.